lunedì 9 dicembre 2013

Fare Ala From Archive to Action
riprese di Ricky Caruso e Rosario Adonia
editing Kina snc
produzione Parking 095
 
 

mercoledì 18 settembre 2013


Spazio VVVB / Senza Filtro, Via Stalingrado Bologna


Parking 095 sarà ospite dello spazio bolognese con una mostra che si terrà a gennaio 2014 in occasione di ArteFiera e altre attività che al più presto vi sveleremo!

lunedì 22 aprile 2013

Fare Ala - From archive to action backstage


WIP backstage
Fare Ala - From archive to action
in Bocs "box of contemporary space"
curated by Katiuscia Pompili
a proproduction Parking 095

venerdì 12 aprile 2013



Come nasce un'opera d'arte? Alcuni sostengono che l'artista sia uno sciamano capace di risolvere i mali della società o prevedere il futuro come un'antica sibilla. L'opera d'arte è, quindi, il risultato di una combinazione magica di elementi il cui processo non va svelato, pena far cadere il velo di maya e riportare l'atto creativo a pari livello con le altre azioni umane. Ma come diceva Beuys "ognuno è un artista" perchè in quanto uomo ha una potenzialità creativa.

From archive to action del collettivo transnazional/palermitano Fare Ala porta in scena da Bocs il periodo di ricerca, il processo di creazione: l'epiphany, l'indagine, la scoperta, la discussione, la crisi, la costruzione dell'opera.

Dal ritrovamento di un archivio abbandonato ai Cantieri Culturali della Zisa alla ricostruzione di una storia sociale dimenticata e, invece, attuale come non mai. Il viaggio iniziato a Palermo arriva a Catania grazie a dinamiche storiche scoperte dopo lunghe ricerche; in un cammino all'incontrario i Fare Ala porteranno nella città etnea il processo prima di presentarne la formalizzazione finale nel capoluogo siciliano da dove sono partiti.

Come inizia e si sviluppa l'azione artistica: i documenti presenti non sono opere ma pezzi di un percorso non unitario, partecipato e stratificato.

How does a work of art begin? Some sustains that the artist is a shaman capable of solving society ‘s issues or to predict the future as ancient sibyl. Therefore, the work of art is the result of a magical combination of elements whose process should not be revealed, or to drop the veil of maya. Bringing the creative act on an equal footing with other human actions. But as Beuys said “everyone is an artist” because humans have a creative potential. Through From archive to action of the transnational/Palermitan art collective Fare Ala shows at Bocs the research period and the process of creation: the epiphany, the investigation, the discovery, the discussion, the crisis, the construction of the work.

From the finding of an abandoned archive at the Cantieri Culturali della Zisa to a reconstruction of a forgotten social story, now presented as never before. The journey starts in Palermo and arrives in Catania thanks to some historical dynamics discovered after a long search; Fare Ala traces back the path end brings in the town of Etna the process, before presenting the final format in Palermo from which they started.

How begins an develops an artistic action: the documents are not the artwork but the pieces of a participated an layered disjointed route.

mercoledì 10 aprile 2013

Parking 095 News: Fare Ala - From archive to action


BOCS ospita un progetto di PARKING 095
Fare Ala -From archive to action
A cura di Katiuscia Pompili
 
Opening
domenica 21 aprile 2013 h 19.00
Finissage
Fino al 11 maggio 2013
Location
BOCS via Grimaldi 150 - 95121 Catania, Italia
 

I Fare Ala hanno un approccio radicale e aperto a continue collaborazioni; il numero dei partecipanti al collettivo, che nasce a Palermo nel 2009 è, perciò, variabile e dislocato su territorio mondiale; le dinamiche di creazione sono caratterizzate da una Weltanschauung mai univoca che utilizza un'ampia varietà di linguaggi espressivi e un modus operandi multidisciplinare.
 
Un archivio abbandonato ritrovato ai Cantieri Culturali della Zisa nel 2011 diviene per i Fare Ala un'epifania, un momento di rivelazione sulla natura del luogo in cui agivano artisticamente.
Due anni dopo apre ZAC Zisa Zona Arti Contemproanee e il collettivo viene chiamato a produrre un'opera nel laboratorio aperto ai Cantieri Culturali della Zisa; i documenti salvati dal macero divengono spunto per una ricerca sulla storia dei cantieri e su come finirono insieme foto e cartelle di operai palermitani e catanesi.
Il viaggio attraverso la memoria compiuto dai Fare Ala riporta a galla la storia industriale siciliana, risveglia una memoria collettiva a breve termine e riattualizza le problematiche legate al mondo del lavoro.
L'archivio sottratto all'oblìo porta gli artisti a collegare le realtà lavorative e sociali di Palermo a Catania; se a ZAC i Fare Ala presenteranno delle opere nate dallo studio, dalla ricerca e dal confronto di quel ritrovamento, da Bocs porteranno se stessi e i processi di elaborazione.
Un ensamble di cartelle, fascicoli, foto, articoli di giornali dell'epoca, frammenti di conversazioni telefoniche con gli ex operai, bozzetti e video che ricreano un nuovo archivio, quello del processo di riflessione e creazione. Il lavoro dei Fare Ala è nel processo, nel dibattito partecipativo, nella scoperta e nel confronto col contesto urbano e con la storia.
Il work in progress caratterizza la loro poetica, non come sezione di tempo che porta all'opera ma come opera in continuo divenire. I Fare Ala sono un gruppo aperto, transnazionale, con un approccio teorico sperimentale e una natura contraddittoria; le tante anime comprese in un unico corpo portano avanti ricerche diverse in tempi paralleli e luoghi lontani.
E' così che da Palermo, seguendo le tracce di quei primi abitanti dei cantieri della Zisa, sono arrivati a Catania; da un archivio abbandonato nasce un nuovo archivio formato di incontri, discussioni e nuove memorie. Il processo di ricerca e analisi viene raccontato da Bocs e preannuncia la sintesi formale delle opere che saranno esposte ai Cantieri Culturali della Zisa a maggio.
Un incontro che unisce le due città dal punto di vista della storia, del lavoro, della politica e dell'arte. Tutto il materiale esposto non è da intendere come avanzo ma come possibile genesi di altrettante infinite opere.
 
The members of Fare Ala have a radical and open approach to continuos collaborations; the number of members of this collective, born in Palermo in 2009, is variable and based among the whole world; its creative dynamics are characterised by a Weltanschauung never univocal, that uses a great number of different expressive languages and with a multidisciplinary modus operandi.

An abandoned archive, found in 2011 at the Cantieri Culturali della Zisa, is an epiphany for Fare Ala, a moment of revelation about the nature of the place they were about to work on.
Two years later ZAC Zisa Arti Contemporanee opens, and the collective is invited to produce a piece in the lab opened at the Cantieri Culturali della Zisa; the documents rescued from the dust become the starting point for an investigation about the history of the cantieri and how the pictures and files of workers from Palermo and Catania got together.
The trip made through memory by Fare Ala, brings to light the recent industrial history of Sicily, awakes a short-time collective memory and updates the problems of actual working conditions.
The archive saved from forgetfulness helps the artists to relate social and working realities between Palermo and Catania; if Fare Ala brings to ZAC artworks created from studies, research and contrast of that recovery, they will come themselves and will bring the processing techniques.
An ensamble of folders, files, pictures, newspapers' articles, fragments of phone calls with former workers, drafts and videos that generate another archive, the one born by both the creative and the consideration process. The Fare Ala artwork arises from the process, from the debate, from the discovery and confrontation with the urban background and History.
Work in progress pinpoint their poetics, intended not as the fragment of time needed to create an artwork but as an independent art piece always evolving. Fare Ala is an open, transnational group, with an experimental theoretical approach to art and a contradictory nature; all the different souls living in this body work on different projects at the same time and places far from each other.
From Palermo then, following the tracks of those former inhabitants of the Zisa, they arrived to Catania; from an archive has been created another archive based on the meetings, discussions and new memories. Both research and analysis process are described at Bocs and represents a summary of the artworks that will be shown in may at the Cantieri Culturali della Zisa.
It will be an opportunity to bring together two cities along their history, their working reality, their politics and their art scene. Everything displayed is not to be intended as remains but as genesis of an unlimited number of artworks.
 




 
 

sabato 6 aprile 2013

Parking 095 interview on Radio Lab by Federica Meli/City Lights

 Qui potete ascoltare l'intervista a Parkng 095 dove pre-annunciamo la prossima mostra del collettivo palermitano Fare Ala presso lo spazio Bocs.
Presto i dettagli del nuovo progetto, nel frattempo ascoltateci!
Ringraziamo Federica Meli per la professionalità e l'entusiasmo che ha mostrato nei nostri confronti.

giovedì 24 gennaio 2013

Catalogo Hologram/canecapovolto limited edition. Ne restano pochissime copie, affrettatevi!

Troverete il nostro catalogo Hologram/canecapovolto presso Centro Culturale Indipendente Ritmo
via Grotte Bianche 62, Catania
Qui potrete vedere una piccola gallery di immagini realizzata dall'editore B-publishing

sabato 5 gennaio 2013

sabato 12 gennaio 2013 ore 18.00 Centro culturale Ritmo.Presentazione del catalogo Hologram/canecapovolto


 
 edito da Balloon Art and Publishing project, a cura di Katiuscia Pompili e canecapovolto.

Testi di Katiuscia Pompili, Giusi Diana, Roberta Alfieri; foto di Ugo Villani, progetto grafico di Fabrizio Cosenza, stampa Eliografia Sicilia.

Stampato in sole cento copie, con carta riciclata a impatto zero, Hologram è una co-produzione Balloon Art and Publishing project, canecapovolto, Di.st.urb Arte Scafati, Parking 095.

 

Il catalogo Hologram/canecapovolto è quel che resta dell’esperienza condivisa per la realizzazione della mostra omonima tenutasi nel novembre del 2012 presso lo spazio Di.st.urb di Scafati.

Una collaborazione tra realtà indipendenti, artisti, musicisti e critici; uno scambio continuo tra città e linguaggi diversi di cui resta memoria in queste pagine.

Più che un catalogo, un vero e proprio artwork i cui testi e le cui immagini si accordano alle caratteristiche formali e concettuali del collettivo catanese. Dialogo come genesi, post production come chiave di lettura, found footage anti-autoriale e utilizzo della casualità come metodologia di lavoro sono alcune delle suggestioni canecapovoltiane a cui il catalogo si è ispirato.

Lo studio grafico di Fabrizio Cosenza rende omaggio allo spirito D.I.Y. anni ‘80, alla passione per il ciclostile e la stampa xerografica, a cui si aggiunge un’attenta ricerca etica e stilistica sulla carta.

I testi sono generati da un intenso e quotidiano confronto, diretto o a distanza, tra la curatrice e le due storiche dell’arte chiamate a contribuire al progetto “familiare” di Hologram.

Quando critica e curatela sono ancora militanti, la riflessione sull’arte si caratterizza come il prodotto di un coinvolgimento attivo nelle dinamiche del proprio tempo.

 

Un piccolo catalogo in limited edition che è studio critico/artistico, collaborazione e autoproduzione.

 

Per l’occasione verrà riproposta la performance sonora di operatore, parte integrante della mostra Hologram/canecapovolto ospitata da Di.st.urb Arte Scafati.